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Quale collegamento esiste tra l’istituto del Trust e concordato preventivo?

Il trust si presta strutturalmente in maniera ottimale alla finalità di vincolare un complesso patrimoniale alla realizzazione dello scopo concordatario.

Prima di affrontare l’argomento Trust, è corretto chiarire cosa sia il concordato preventivo.

Il concordato preventivo si distingue dal concordato fallimentare perché è chiesto prima della dichiarazione di fallimento, e, se ha successo, lo impedisce.

Si tratta di uno strumento che prevede una procedura che consente all’impresa in crisi, in accordo con i debitori, di evitare il fallimento, eliminando i debiti contratti nell’esercizio dell’impresa attraverso un piano di risanamento. La proposta di concordato preventivo, sottoscritta dai debitori, viene presentata nella forma del ricorso al Tribunale del luogo dove l’impresa ha la sede.

L’imprenditore che si trova in stato di crisi, per tale intendendosi anche lo stato di insolvenza, può proporre quindi, ai sensi dell’art. 160 r.d. n. 267/1942, un concordato preventivo.

Il piano potrà prevedere la ristrutturazione e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, con possibilità di dividere i creditori in classi alle quali possono corrispondere diverse tipologie di soddisfazione dei creditori stessi, ovvero accordi differenziati in base alla classe di appartenenza.

L’art. 160 prevede la possibilità di dividere in classi i creditori accomunati da posizioni giuridiche e interessi economici omogenei.

Tutto ciò evitando il fenomeno dell’arbitrarietà con il quale il debitore potrebbe favorire una classe, magari più influente, rispetto ad un’altra più debole e meno tutelata. Ciò potrebbe portare alla revoca dell’ammissione alla procedura da parte del tribunale competente.

Trust e concordato preventivo: la soluzione efficace

Una tra le aree di applicazione del Trust è anche quello relativo agli aspetti concorsuali civilistici, come nel fallimento e nei rimedi esperibili per evitarlo, o per guidarlo nel migliore e più indolore dei modi possibili come il concordato preventivo.

L’attenzione ha indicato alcuni degli atti di frode suscettibili di provocare la revoca dell’ammissione al concordato come l’occultamento di parte dell’attivo o la dolosa omissione della denuncia di uno o più crediti. L’attenzione del legislatore è volta a trovare uno strumento in grado di conseguire una sistemazione aziendale. In altre parole, permettere all’imprenditore di salvare la propria azienda a vantaggio anche dell’intera economia nazionale.

Tale istituto, mutuato dai sistemi giuridici di Common Law, consente di destinare taluni beni, mediante un atto di destinazione ad opera del settlor, alla gestione da parte del trustee. Quest’ultimo avrà il potere-dovere di amministrarli nell’interesse del beneficiario, secondo quando previsto in fase di costituzione del Trust in base alle disposizioni del settlor.

Il Trust si presta perfettamente alla finalità di vincolare un complesso patrimoniale alla realizzazione dello scopo concordatario stabilendo la giusta destinazione dei beni per la protezione dei crediti delle classi dei creditori.

Lo stesso offre la possibilità di annullare il rischio di compimento di atti di frode che può quindi scongiurare la pratica illegale.

A differenza di quanto avviene per cessione dei beni, il Trust può essere un utile strumento per supportare le procedure concordatarie preventive, scongiurando il rischio che le iniziative individuali di singoli creditori possano pregiudicare la realizzabilità del piano. I beni disposti nel Trust rappresentano una garanzia di adempimento per i creditori, beni che non possono essere distolti dalla destinazione disposta dal settlor e non possono essere aggrediti dai creditori.

Il Trust faciliterà indubbiamente gli accordi tra debitore e creditori agevolando gli accordi oggetto di trattativa del piano di risanamento presentato nel concordato preventivo.

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