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Il trust a scopo di garanzia nelle operazioni bancarie e finanziarie può aumentare la capacità di emissione di obbligazioni societarie, sostituendo il pegno e l’ipoteca. Secondo l’articolo 2744 c.c. è nullo il patto con il quale si prevede che, in mancanza del pagamento del credito alla scadenza concordata, la proprietà della cosa data il pegno o ipotecata passi al creditore.

L’articolo si riferisce solo al pegno e all’ipoteca, ma la dottrina e la giurisprudenza hanno adottato un’interpretazione estensiva. L’articolo stesso è, infatti, espressione di un principio generale dell’ordinamento giuridico. Trova infatti applicazione non solo per pegno e ipoteca ma anche per tutte quelle fattispecie, come l’istituto del Trust. Fattispecie che sono comunque caratterizzate dalla stessa ratio, pur non essendo esplicitamente previste da parte del legislatore.

L’istituto del Trust risulta perciò attualmente un valido strumento per raggiungere quelle finalità che non sono previste nell’ordinamento nazionale.

Grazie all’effetto di segregazione reale, il Trust può essere una garanzia migliore rispetto al pegno e l’ipoteca in termini di:

  • rapidità
  • economicità
  • efficacia

Il Trust è un valido strumento per garantire al creditore l’escussione in caso di inadempimento, senza dover adottare procedure esecutive.

Il trust a scopo di garanzia: vantaggi rispetto a pegno e ipoteca

Tutti i beni mobili o immobili, e anche tutti i diritti reali di garanzia, che appartengono a persone fisiche o persone giuridiche, possono configurare oggetto di un trust.

Considerando la facilità nel controllo dei patrimoni è assicurata la massima trasparenza.

Il diritto sui beni oggetto di garanzia sono attribuiti ad un soggetto diverso dal creditore e dal debitore.

Evita le formalità di costituzione di garanzie e credito.

Evita la procedura esecutiva al creditore in caso di inadempimento caratterizzata da eccessivi formalismi, tempi decisamente lunghi e incertezze di risultato.

Il trust a scopo di garanzia e l’ipoteca

Con l’ipoteca il creditore può ottenere il pagamento del credito attraverso l’espropriazione del bene. Ciò avverrà con la vendita e l’attribuzione del ricavato ai creditori. Inoltre, attraverso l’assegnazione giudiziale nei modi previsti dal codice di procedura civile. Diversamente, con la costituzione di un trust si evita tutto l’iter procedurale.

Il trust a scopo di garanzia e il pegno

Il Trust si caratterizza per una elevata flessibilità organizzativa e gestionale dei beni che non è minimamente paragonabile all’istituto del pegno rotativo.

Il trust consente la gestione del capitale con criteri professionali effettuando dinamiche operazioni di investimento e di disinvestimento in base all’andamento dei mercati, senza minare gli interessi del creditore.

Importante sottolineare che, onde evitare che il trust di garanzia sia dichiarato nullo, è fondamentale valutare, all’atto della sua costituzione, l’insussistenza dello stato d’insolvenza dell’impresa disponente (settlor). Al contempo, la presenza nell’atto costitutivo di una clausola di risoluzione, detta anche di salvaguardia, affinché subentri una procedura concorsuale.

Ciò che è atteso è  che anche nel nostro ordinamento nazionale possano venir introdotti i principi del floating charge. Contratto con il quale si istituisce una garanzia sui beni di una società. L’utilizzabilità del trust potrebbe rendere più efficace ed efficiente lo strumento di tutela per i creditori che aderiscono a manovre di risanamento che vedono l’intervento di un tribunale.

L’applicazione dell’istituto del trust offre una varietà di opzioni flessibili e competitive sul mercato delle garanzie. L’attuale sistema di garanzie reali del pegno e dell’ipoteca, chiuso e costoso in termini burocratici e lungo in termini di tempo, potrebbe progressivamente essere modificato.

Il Trust a scopo di garanzia permette di aumentare la cosiddetta fiducia commerciale di una società grazie alla segregazione reale

I soggetti che istituiscono il negozio del Trust danno vita a un vero e proprio patrimonio separato con gestione autonoma rispetto al patrimonio del costituente (settlor), del trustee e del beneficiario.

Il risultato sarà quindi che, con decorrenza alla data dall’istituzione dell’atto costitutivo, i creditori dei soggetti parti del contratto non potranno soddisfare i propri crediti sui beni oggetto di separazione patrimoniale. Ciò fino a quando il Trust sarà attivo e valido.

Per ottenere la garanzia è necessario che il Trustee detenga la posizione giuridica affidatagli, al fine di custodirla per tutta la durata dell’operazione specifica che può riguardare:

  • il finanziamento per una iniziativa imprenditoriale
  • un’operazione commerciale compiuta in comune da più soggetti alla quale il Trust partecipa e nel quale il Trustee ha l’obbligo di disporre delle posizioni giuridiche segregate affidategli secondo quanto previsto dalle clausole dell’atto istitutivo del Trust definite a priori dagli soggetti dell’operazione

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